STILL LIFE
Il genere artistico dello Still Life ha origini antiche.
E’ conosciuto anche come “Natura Morta” per la predilezione nel raffigurare elementi inanimati.
Caravaggio alla fine del 1500 dipinse un cesto di frutta con particolare attenzione per semplici elementi naturali rendendoli sempre più significativi per l’opera artistica.
IN PITTURA
Lo “Still Life” o “Natura Morta”, così definito per la predilezione nel raffigurare elementi naturali come cesti di frutta, fiori o verdure, nasce nell’antichità.
Rappresentazioni di nature morte sono documentate già in Epoca Ellenistica (II e III secolo A.C.).
A Roma, nelle abitazioni patrizie, si trovano mosaici ed affreschi con frutta, animali ed elementi naturali.
Nel Medioevo si ritraggono teschi come “memento mori” e fiori appassiti come “vanitas” in quanto monito di bellezza effimera: l’oggetto è rappresentato non per se stesso, ma come simbolo di un messaggio morale e religioso.
Nella cultura trecentesca italiana possiamo cogliere elementi di Natura Morta nelle opere di Giotto e di altri Maestri toscani che rappresentano piccoli ambienti senza figure umane. Il Vasari narra che Giotto, ancora allievo di Cimabue, un giorno dipinse una mosca su un affresco e Cimabue vedendola cercò di scacciarla per poi accorgersi dello scherzo e di come l’allievo fosse stato abile.
Nel 1400 la natura morta trova un preciso campo di sperimentazione nei pannelli lignei (trittico di Etrepy) che simulano ante di armadi e scansie in cui sono collocati gli oggetti più diversi, anticipando soluzioni e soggetti che verranno ampiamente adottati nel Seicento.
Nel 1500 cresce l’attenzione per gli oggetti e le forme del mondo naturale. E’ famosa la rappresentazione di strumenti musicali ai piedi di Santa Cecilia di Giovanni da Udine.
Nel 1600 lo Still Life pittorico si sviluppa in tutta l’Europa. Gli artisti fanno riferimento alle testimonianze di Roma antica per rivendicare la dignità di un genere artistico ritenuto minore.
Si diffonde in Spagna (con i cosiddetti bodegones) e in Francia. Alcuni dei pittori più famosi di nature morte dell’epoca sono Juan Sanche Cotan, Francisco de Zurbaran,
In Italia eccelle Caravaggio che con la Canestra di Frutta raffigura oggetti inanimati ed imperfetti da allora considerati sempre più significativi per l’originalità dell’opera pittorica.
Altro esempio eccellente è il quadro di un Anonimo: La Fiasca con fiori, attualmente conservata nella Pinacoteca di Forlì.
Evaristo Baschenis sviluppa il tema degli strumenti musicali sottolineando l’importanza del legame fra musica e spiritualità. L’artista raffigura il vero con grande attenzione: dipinge uno strato di polvere che sembra rivestire il quadro proponendo un nuovo livello di percezione.
Lo Still Life pittorico raggiunge vette altissime con i pittori fiamminghi tra 1600 e 1700 nel cosiddetto “Secolo d’Oro” della pittura fiamminga con artisti quali Pieter Claesz, Willem Kalf, Jan David De Heers, Jan Bruegel il Vecchio, Ludger tom Ring Il Giovane.
In Francia, si ricorda a fine 1700 Jean-Baptiste Chardin, gran maestro della natura morta, ispirato dagli olandesi del secolo precedente e dal gusto Rococò .
IN FOTOGRAFIA
In campo fotografico lo Still Life crea immagini puramente descrittive che rappresentano in modo originale le caratteristiche dei soggetti (ad es. nel campo della pubblicità si gioca su colori e forme per sollecitarne l’acquisto).
Lo Still Life fotografico può inoltre creare foto artistiche dove l’approfondimento concettuale o simbolico aggiunge un diverso significato al soggetto rappresentato.
Va ricordato che una delle prime fotografie della storia (quella di Nicéphore Niépce, nel 1827) è proprio una tavola apparecchiata con pane e vino.